Cosa deve contenere il sito di una struttura ricettiva: la checklist sezione per sezione
Il sito di una struttura ricettiva deve contenere sei cose in pagina: chi sei e in che comune sei, le unità che affitti con un prezzo di partenza, un modo immediato per scriverti, il CIN, le informazioni pratiche su arrivo e regole della casa, e foto degli spazi veri. Accanto a queste ci sono le pagine legali, privacy e cookie, che facoltative non sono. Tutto il resto lo è, anche quando sui siti dei tuoi concorrenti sembra obbligatorio.
Questa è una checklist, non una presentazione. Sezione per sezione trovi cosa serve, dove va messo, e l'errore che ricorre più spesso in quel punto. Serve a chi il sito non ce l'ha e deve capire cosa chiedere, e serve soprattutto a chi ce l'ha già: in venti minuti si controllano cinque punti precisi invece di rifare tutto da capo.
I prezzi qui compaiono dove servono a decidere, per esempio quando una singola voce della lista costa più di tutto il resto del sito. Il listino completo e il confronto con le altre opzioni sul mercato stanno in quanto costa un sito web per un B&B.
Prima del contenuto viene l'indirizzo: il sito deve stare su un dominio tuo
La prima voce della checklist non è dentro la pagina, è nella barra degli indirizzi. Se il sito vive dentro il dominio di qualcun altro, tutto quello che ci scrivi lavora per quel dominio, non per il nome della tua struttura. È una scelta che si fa una volta sola e che pesa su tutte le altre.
Due esempi verificati il 30 agosto 2026, per capire come funziona il modello gratuito in Italia. BnBQuick offre un piano senza canone, ma i siti gratuiti stanno su indirizzi della forma bnbquick.com/site/nome-struttura e la piattaforma trattiene il 5% sui pagamenti online oltre alle commissioni del provider (pagina di riferimento). beb.it, che si presenta con il claim del sito web gratuito per B&B, agriturismi, case vacanza e hotel, dichiara nel proprio sitemap 19.873 indirizzi, di cui 8.779 sono siti di strutture clienti ospitati in sottocartella, con la forma beb.it/nomestruttura/it/ (sitemap). Lì il gratuito è la porta d'ingresso: il canone compare al momento dell'iscrizione, dove i 12 mesi prepagati costano 155 euro più IVA (listino).
Non c'è niente di irregolare in questo modello: è uno scambio dichiarato, ospitalità tecnica in cambio di visibilità sul dominio di chi la offre. Cambia però cosa possiedi. Lo stesso schema si vede anche a pagamento e anche fuori dal settore ricettivo: tuositofacile.it, che è un costruttore di siti generalista e non un prodotto per la ricettività, ha un piano gratuito su sottodominio con badge, e chiede 9 euro al mese, 108 l'anno, per il dominio .it personalizzato e la rimozione del badge (listino rilevato il 30 agosto 2026).
Nel listino SitoVeloce il dominio .it o .com è incluso e intestato al cliente, insieme a hosting, certificato SSL e SEO tecnica. È il motivo per cui questa voce apre la lista invece di chiuderla: è la più cara da correggere dopo, perché cambiare indirizzo vuol dire rifare i link, le schede e la reputazione che l'indirizzo vecchio si era guadagnato. Se il problema è che oggi cercando il nome della struttura esce prima il portale, il ragionamento è spiegato in cerchi il tuo B&B su Google e trovi prima Booking.
Prova di controllo in dieci secondi: guarda l'indirizzo del tuo sito attuale. Se dopo il .com o il .it c'è una barra e poi il nome della tua struttura, il sito non è su un dominio tuo. Vale lo stesso se il nome della struttura sta prima di quello della piattaforma, nella forma nomestruttura.piattaforma.it.
La prima schermata: quattro informazioni, non una frase di benvenuto
Chi apre il sito arriva quasi sempre da telefono e ha già una domanda in testa. Nella prima schermata, senza scorrere, devono esserci quattro cose: il nome della struttura, che tipo di struttura è, in che comune e in che zona si trova, e un modo per scriverti subito. Se manca una di queste, la persona deve andarsela a cercare, e chi è arrivato da un portale ha la scheda del portale ancora aperta nell'altra finestra.
L'errore più diffuso è aprire con una frase di benvenuto al posto delle informazioni. Titoli come "Benvenuti nella nostra casa" occupano la riga più vista della pagina senza dire né dove sei né cosa offri. Nella stessa riga ci starebbero il nome, la tipologia e il comune, che sono anche le parole che una persona digita quando cerca.
Gli altri due errori ricorrenti stanno nei contatti. Il numero di telefono scritto dentro un'immagine non è cliccabile, quindi da telefono va ricopiato a mano. E il contatto relegato nella sola pagina Contatti obbliga a un passaggio in più chi aveva già deciso di scrivere. Nel listino SitoVeloce il pulsante WhatsApp e il modulo contatti sono inclusi, e vanno tenuti raggiungibili da ogni pagina, non solo da Contatti.
Il tipo di struttura va scritto con la parola corretta, che è anche quella che ha effetti sugli adempimenti: B&B, affittacamere e casa vacanza non sono sinonimi, e le differenze sono raccolte in B&B, affittacamere, casa vacanze: le differenze.
Una pagina per ogni unità, con un prezzo che parte da
Ogni camera o appartamento che affitti in modo indipendente merita una pagina propria. Dentro ci vanno: quante persone ospita, che letti ci sono, se il bagno è privato, cosa è incluso, la metratura se è un punto a favore, il soggiorno minimo se lo applichi, e un prezzo di partenza. Le foto della singola unità stanno lì, non tutte insieme in una galleria generale.
L'errore classico è la galleria unica: trenta foto in fila senza didascalie, dove non si capisce quale stanza si stia guardando né quale sia in vendita. Il secondo errore, più costoso, è non scrivere nessun prezzo e rimandare alla richiesta di preventivo. Sul portale il prezzo c'è ed è a portata di clic: se sul tuo sito non c'è, il confronto lo perdi prima di farlo.
Sul sito puoi mettere un prezzo diverso da quello dei portali, ed è una delle poche leve dirette che hai. Il tema ha però delle condizioni contrattuali da conoscere prima, spiegate in puoi fare un prezzo più basso sul tuo sito?.
Attenzione a un dettaglio che salta quasi sempre: se la pagina dell'unità mostra prezzi e disponibilità, funziona come un annuncio, e in un annuncio il CIN va indicato per quella specifica unità, non solo nella home. Il punto, con il riferimento normativo esatto, è trattato per esteso in dove scrivere il CIN sul sito della tua struttura.
Quello che deve esserci scritto perché te lo chiede una norma
Una parte della checklist non dipende dal gusto né dal marketing: sono informazioni che devono comparire e basta. Vanno sistemate una volta e poi controllate quando cambia qualcosa, per esempio quando aggiungi un'unità o ti viene assegnato un codice nuovo.
Questa è la lista minima da cui partire. Non sostituisce la verifica sul tuo caso, perché su alcuni punti le regioni descrivono l'obbligo in modo più ampio della norma nazionale, ma copre quello che si trova mancante nella maggior parte dei siti.
- Il CIN, il Codice Identificativo Nazionale, negli annunci e in modo visibile sul sito. Se non ricordi il tuo, lo recuperi dall'area riservata del portale BDSR del Ministero del Turismo con SPID o CIE del titolare.
- Il codice regionale, dove la tua regione continua a richiederlo accanto al CIN. Non sono la stessa cosa e in diverse regioni servono entrambi: il rapporto fra i due è spiegato in CIN e codice regionale.
- I dati identificativi di chi gestisce, con partita IVA se c'è, in un punto stabile come il footer.
- Privacy policy e informativa cookie, raggiungibili da tutte le pagine e non da una sola.
- Le condizioni di prenotazione e cancellazione, se incassi caparre o acconti: scritte sul sito, non comunicate solo per messaggio dopo.
- La tassa di soggiorno, se il tuo comune la applica, indicata come importo da pagare in struttura e non compresa nel prezzo mostrato.
Il footer copre tutte le pagine in un colpo solo ed è il posto più efficiente per il CIN. Ma se hai pagine di singole unità con prezzi e disponibilità, il codice di quell'unità va anche lì, perché è quella la pagina che funziona da annuncio.
Come si prenota: la voce che decide quanto costa il tuo sito
Qui la checklist si biforca, ed è il bivio che sposta il prezzo di tutto il progetto. Ci sono due modi di far prenotare: la richiesta, cioè un modulo e un pulsante WhatsApp con cui l'ospite ti scrive e tu rispondi con disponibilità e prezzo, e il motore di prenotazione, cioè un calendario in tempo reale con pagamento online e sincronizzazione dei calendari con i portali.
Il secondo non è una funzione, è un prodotto a parte, e i listini pubblici lo dicono chiaramente. Vizo, rilevato il 30 agosto 2026, quota un sito di cinque pagine 1.000 euro e vende il booking engine separatamente a partire da 8 euro al mese per camera (listino). SitiDiHotel chiede 1.500 euro il primo anno e 180 euro di rinnovo annuo, con 300 euro in più per l'integrazione del sistema di prenotazione e 350 euro per ogni lingua aggiuntiva (listino). e89 indica i booking engine indipendenti fra 500 e 1.000 euro l'anno (pagina servizi).
SitoVeloce non include il motore di prenotazione, il channel manager e la sincronizzazione dei calendari con le OTA. Le pagine portano la richiesta su WhatsApp e sul modulo contatti, e la disponibilità la confermi tu. Per una struttura piccola che risponde in giornata questo funziona; per chi gestisce otto appartamenti sincronizzati con tre portali, no, e la sezione più avanti dice cosa guardare in quel caso.
Vale la pena fare il conto prima di decidere. Booking parte da una commissione base del 15% e sale al 18% con il programma Partner Preferiti; Airbnb sta spostando gli host al costo singolo del 15,5%, interamente a carico di chi ospita. Quanto resta davvero in tasca è calcolato in quanto ti resta di una prenotazione da 100 euro e in quanto ti costa vendere sui portali; i due programmi nel dettaglio stanno in Partner Preferiti di Booking: quanto costa il badge e in Airbnb passa al 15,5% a carico tuo.
La checklist in una tabella, con l'errore più comune di ogni voce
Questa è la stessa lista di sopra messa in riga, con la colonna che di solito manca: dove va l'elemento e come viene sbagliato. È la parte da stampare o da tenere aperta mentre guardi il tuo sito.
Se stai facendo fare il sito a qualcuno, le tre colonne funzionano anche come capitolato: sono richieste verificabili, non gusti.
| Cosa | Dove va | Errore più comune |
|---|---|---|
| Nome e tipo di struttura | Titolo della prima schermata | Una frase di benvenuto al posto del nome |
| Comune e zona | Prima schermata e pagina Dove siamo | Solo la via, senza il comune |
| Pulsante WhatsApp | Fisso su tutte le pagine, anche da telefono | Presente solo nella pagina Contatti |
| Numero di telefono | In alto, cliccabile | Scritto dentro un'immagine, non selezionabile |
| Una pagina per unità | Nel menu principale | Galleria unica senza descrizioni |
| Prezzo di partenza | Su ogni unità | Nessun prezzo, solo richiesta preventivo |
| CIN | Footer di tutte le pagine e su ogni annuncio di unità | Indicato solo nella home |
| Come si arriva | Pagina dedicata con mappa e distanze | Solo l'indirizzo scritto, senza indicazioni |
| Check-in e check-out | Pagina unità e pagina informazioni | Comunicati solo dopo la prenotazione |
| Privacy e cookie | Footer | Link che porta a una pagina vuota |
| Foto degli spazi veri | Dentro ogni unità | Foto di repertorio della città al posto delle stanze |
| Recensioni | Home o pagina dedicata, con link al profilo | Screenshot senza fonte verificabile |
Quello che puoi non mettere, e perché conviene scrivere le cose noiose
Ci sono voci che sembrano obbligatorie e non lo sono. Il multilingua è la prima: si aggiunge quando i dati sugli ospiti dicono che serve, non prima, anche perché costa. SitiDiHotel, sempre nella rilevazione del 30 agosto 2026, indica 350 euro per ogni lingua aggiuntiva (listino): due lingue in più valgono più di quattro anni di rinnovo SitoVeloce.
La seconda è il blog. Aprirlo costa poco, tenerlo aperto costa tempo tutte le settimane, e il confronto con chi lo fa di mestiere è impari: Slope, uno dei fornitori software del settore, dichiara 325 articoli nella sola versione italiana (sitemap), Amenitiz dichiara 237 indirizzi in italiano sui 942 totali (pagina prezzi). Il tuo vantaggio non è scrivere più di loro, è essere completo sulle pagine che parlano della tua struttura. Poi ci sono il video a tutto schermo in apertura, che pesa e da telefono spesso non parte, e i popup che coprono la prima schermata.
La ragione per cui invece conviene scrivere per esteso le informazioni noiose, orari, distanze, regole della casa, cosa è incluso nel prezzo, ha a che fare con com'è fatta oggi la pagina dei risultati. Google mostra gli AI Overview in Italia dal 26 marzo 2025. Su 13 SERP italiane rilevate il 30 agosto 2026, tutte su query di acquisto di siti per strutture ricettive, l'AI Overview compariva in 13 casi su 13, e secondo i dati Seer Interactive citati da Studio Samo sulle query con Panoramica AI il CTR organico medio è passato dall'1,41% allo 0,64% anno su anno (analisi). Quelle query sono le nostre, non quelle dei tuoi ospiti, ma il formato della pagina dei risultati è lo stesso.
Tradotto in pratica: sempre più spesso la prima risposta che una persona legge è un riassunto costruito su pagine che dicono le cose in modo esplicito. Una pagina che scrive "check-in dalle 15 alle 20, 400 metri dalla stazione, colazione inclusa, animali ammessi" è utilizzabile. Una che scrive "la nostra accoglienza è il nostro punto di forza" non contiene niente da riportare.
Per chi questo prodotto non va bene
Un servizio a 99,99 euro il primo anno e 149 euro l'anno dopo non copre tutti i casi, e su alcuni è meglio dirlo prima. Se ti serve il calendario in tempo reale con pagamento online e sincronizzazione con i portali, SitoVeloce non fa per te, perché non include motore di prenotazione, channel manager e sincronizzazione dei calendari. Nel segmento sotto i 100 euro l'anno la soluzione con il booking incluso esiste: Lestis, rivenduto in Italia da isegretideglihost.it, dichiara 49,99 euro l'anno fino a 2 unità più 14,99 euro per ogni unità aggiuntiva, con motore di prenotazione, pagamenti Stripe e PayPal e sincronizzazione iCal con Airbnb e Booking, ma su sottodominio, con il dominio proprio a parte (listino rilevato il 30 agosto 2026).
Se gestisci un hotel con volumi importanti, il modello giusto probabilmente è un altro. Blastness lavora a pay-per-reservation, senza costi fissi né iniziali, prendendo una commissione sulle prenotazioni tracciate che dichiara inferiore al 50% dei costi di intermediazione delle OTA, senza pubblicare la percentuale esatta (pagina prezzi). Su numeri alti quella struttura di costo ha senso, su tre camere no.
Se vuoi un progetto su misura, con identità visiva costruita da zero, sessioni con un consulente e un design che non somigli a nessun altro, la fascia di riferimento è un'altra. MyComp indica per un sito hotel da template un investimento medio fra 2.450 e 7.000 euro e per il personalizzato da 7.500 in su, e nella stessa pagina mette in guardia contro i preventivi troppo bassi (pagina rilevata il 30 agosto 2026). e89 riporta per il mercato italiano 1.000 euro per un sito di cinque pagine e 1.500-3.000 euro quando ci lavorano professionisti esperti (pagina servizi). Sono cifre diverse perché sono lavori diversi, ed è corretto che chi vuole quello vada lì.
Se preferisci pagare una volta sola e non pensarci più, esistono offerte una tantum: sitiweba100euro.it vende un sito internet per hotel, B&B e agriturismi a 250 euro, scontato da 500, con sei pagine (scheda prodotto). Va però tenuto conto che dominio, hosting, certificato e aggiornamenti restano fuori dal pagamento iniziale: MisterSito, che quota siti per B&B fra 500 e 4.000 euro, dichiara costi ricorrenti di 80-200 euro l'anno di hosting, 10-20 di dominio e 200-600 di manutenzione (listino). Il confronto onesto è fra ricorrente e ricorrente, non fra prezzo iniziale e canone.
Venti minuti per controllare il sito che hai già
Se il sito esiste, questa è la sequenza per capire dove perde. Fallo dal telefono, con i dati mobili e non con il wifi di casa, perché è così che lo aprono gli ospiti. Segna i punti che non passano invece di rifare tutto: nella maggior parte dei casi i problemi veri sono tre o quattro.
Al termine avrai una lista di correzioni concrete. Se sono poche, si sistemano dove sono. Se cadono le prime voci, quelle sul dominio e sulle pagine delle unità, il problema è la base, e lì rifare è spesso più sensato che rattoppare.
- Apri la home e cronometra: se dopo cinque secondi non è comparso niente, segna la velocità come prima cosa da far sistemare.
- Guarda la prima schermata senza scorrere: si legge il nome, il tipo di struttura e il comune?
- Prova a scrivere: quanti tocchi servono per aprire WhatsApp o il modulo? Se sono più di due, è troppo.
- Cerca il prezzo di una camera: lo trovi senza chiedere? Se no, l'ospite lo cerca sul portale.
- Cerca il CIN: c'è nel footer e c'è anche nella pagina di ogni unità che mostra prezzi?
- Apri privacy e cookie policy: portano a una pagina vera o a un link morto?
- Guarda le foto delle camere: sono le tue stanze di adesso o sono immagini generiche della città?
- Cerca gli orari di check-in e check-out: sono scritti o li comunichi solo per messaggio?
- Cerca le indicazioni per arrivare: c'è una mappa e ci sono le distanze dai punti di riferimento? Se la struttura non compare nemmeno sulle mappe, il problema è a monte e si affronta in la tua struttura non compare su Google Maps.
- Controlla le recensioni pubblicate: rimandano al profilo di origine o sono immagini senza fonte? Dal 7 aprile 2026 le condizioni sono cambiate, ed è spiegato in recensioni online: le nuove regole.
Se la lista da correggere è lunga, in configura il tuo sito scegli le pagine che ti servono e vedi il preventivo prima di lasciare qualsiasi dato. Il piano annuale è 99,99 euro IVA inclusa il primo anno, poi 149 euro l'anno; ci sono anche il biennale a 159,99 euro per i primi due anni e il triennale a 199,99 euro per i primi tre, con lo stesso rinnovo a 149 euro. Dentro ci sono dominio .it o .com intestato a te, hosting, certificato SSL, SEO tecnica, pulsante WhatsApp e modulo contatti. Nessun costo di attivazione, pagine online in 24-48 ore.
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Domande frequenti
Quante pagine servono davvero per un B&B?
Il minimo che funziona è: home, una pagina per ogni unità che affitti, una pagina su come si arriva, una pagina contatti e le pagine legali. Con tre camere sono sette o otto pagine. È anche la dimensione tipica del settore: sitiweba100euro.it vende sei pagine a 250 euro una tantum ed e89 colloca un sito di cinque pagine intorno ai 1.000 euro, entrambi rilevati il 30 agosto 2026. Aggiungere pagine oltre questo numero serve solo se hanno un contenuto che oggi manca, non per fare volume.
Devo scrivere i prezzi o è meglio far chiedere un preventivo?
Scrivi almeno un prezzo di partenza per unità, con il periodo a cui si riferisce e il soggiorno minimo se lo applichi. Chi sta confrontando il prezzo lo trova già sul portale: se sul tuo sito non c'è, prenota dove c'è. Il preventivo su richiesta ha senso per i soggiorni lunghi, i gruppi e i periodi particolari, cioè come eccezione dichiarata, non come regola per tutto.
Il CIN dove va messo esattamente?
Nel footer, così copre tutte le pagine in un colpo solo, e in più su ogni pagina che funziona da annuncio, cioè quelle che mostrano prezzi o disponibilità di una singola unità, con il codice di quella unità. Se hai più unità con codici distinti non puoi usarne uno solo per tutte. Il dettaglio, insieme al rapporto con il codice regionale, è in dove scrivere il CIN sul sito della tua struttura.
Mi serve il motore di prenotazione o basta il modulo contatti?
Dipende da due cose: quante unità gestisci e quanto in fretta rispondi. Con poche unità e una risposta in giornata, richiesta via WhatsApp e modulo contatti chiudono la maggior parte dei casi, e ti lasciano anche il margine di trattare il prezzo. Con più unità sincronizzate su più portali il calendario in tempo reale diventa necessario, ed è un prodotto a parte che si paga a parte: SitoVeloce non lo include, mentre Vizo lo quota da 8 euro al mese per camera ed e89 indica i booking engine indipendenti fra 500 e 1.000 euro l'anno.
Ho un sito fatto sei anni fa: lo aggiorno o lo rifaccio?
Fai prima la verifica dei venti minuti descritta sopra. Se cadono voci di contenuto, prezzi mancanti, CIN assente, foto vecchie, si correggono dove sono. Se invece il sito sta su un sottodominio o in una sottocartella di qualcun altro, se da telefono non si legge o se non hai modo di modificarlo senza chiedere a qualcuno, allora stai pagando manutenzione su una base che non regge, e la scelta sensata è rifarlo invece di continuare a correggerlo.
Quanto ci vuole per avere le pagine online?
Le pagine vanno online in 24-48 ore e non c'è costo di attivazione. Il tempo vero lo decidi tu: serve che siano pronti i testi essenziali, le foto delle unità, i dati della struttura e il CIN. Chi arriva con foto fatte con il telefono in una giornata di sole e una descrizione già scritta parte subito; chi deve ancora fotografare le camere impiega più tempo su quello che sul sito.
Il sito della tua struttura, online in 24-48 ore
Dominio intestato a te, hosting e certificato inclusi. 99,99 euro il primo anno, IVA inclusa.
