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Come farsi trovare su Google con una struttura ricettiva: cosa serve davvero

Team SitoVeloce·30 agosto 2026· 14 min

Le cose che contano sono quattro: un profilo dell'attività su Google verificato, un sito su un dominio intestato a te, recensioni recenti e continue, pagine che parlano della tua zona. Il sito è una delle quattro, non sostituisce le altre, e nessuno che ti vende un sito può prometterti la prima posizione: quella la decide Google, non chi ti fa il preventivo.

Conviene dire subito com'è fatta oggi la pagina dei risultati. Il 30 agosto 2026 abbiamo catturato dal vivo 13 ricerche italiane sul tema dei siti per strutture ricettive, su Google.it con geolocalizzazione Italia: in 13 casi su 13 c'era la Panoramica AI, a volte sopra gli annunci e a volte subito sotto, e in 13 su 13 compariva il blocco Le persone hanno chiesto anche. Gli AI Overview sono attivi in Italia dal 26 marzo 2025 e, secondo i dati Seer Interactive ripresi da Studio Samo, sulle ricerche che li mostrano il tasso di clic organico medio è passato dall'1,41% allo 0,64% anno su anno.

Qui trovi le quattro cose in ordine, quanto costa ciascuna, cosa fa un sito e cosa non fa, e in fondo una sezione su quando il nostro servizio non è la scelta giusta. I prezzi degli altri vengono dai loro listini pubblici, rilevati il 30 agosto 2026.

La risposta in breve, in ordine di priorità

L'ordine conta più dell'elenco. Se domani mattina hai un'ora e zero euro, la cosa da fare non è comprare un sito: è sistemare il profilo su Google, che è gratuito e copre la ricerca più facile da vincere, quella sul nome della tua struttura. Il sito viene subito dopo, e serve a una cosa precisa che il profilo non fa.

Le recensioni e i contenuti locali sono lavoro tuo, continuo, e non si comprano. Sono anche i due pezzi che nessun fornitore può fare al posto tuo, quindi a chi te li mette dentro un pacchetto chiedi sempre chi scrive cosa.

Questa è la mappa completa, con i tempi. Solo la prima voce si esaurisce in poche ore di lavoro: le altre tre danno effetti nel giro di mesi.

CosaA cosa serveCostoTempi
Profilo dell'attività su GoogleComparire su Maps e su chi ti cerca per nomeGratisUn'ora, poi la verifica
Sito su un dominio tuoAvere una pagina che è tua e non di un portale99,99 € il primo anno, poi 149 € l'annoOnline in 24-48 ore
Recensioni recentiDare un motivo per scegliere te a chi ti ha già trovatoGratis, costa tempoMesi
Pagine sulla tua zonaFarti trovare da chi cerca il posto, non teIl tuo tempoMesi

Il profilo Google viene prima del sito

È gratuito ed è la prima cosa che vede chi cerca il nome della tua struttura o guarda la mappa. Se il budget è uno solo, parte da qui.

C'è però un controllo che quasi nessuno ti dice di fare, e viene prima di qualsiasi ottimizzazione: l'idoneità. Google non accetta un profilo dell'attività per ogni tipo di alloggio. Per la categoria ricettiva chiede una reception o una gestione in loco, il pernottamento e un indirizzo visibile pubblicamente, e per le case vacanze esclude espressamente i singoli proprietari che gestiscono la propria casa. Se hai un B&B, un affittacamere, una locanda o un agriturismo con qualcuno sul posto, sei dentro il perimetro. Se dai in locazione turistica un appartamento in cui non c'è nessuno, la scheda non è lo strumento pensato per te, e il rischio concreto, insistendo, è di vedersela sospendere.

Le altre cause per cui una scheda non compare sono tre: la verifica mai completata, la sospensione, il doppione che si mangia la visibilità di quella buona. Le foto e il testo non c'entrano con nessuna delle tre. Le abbiamo messe in fila, con le pagine ufficiali di Google che le dicono, in la tua struttura non compare su Google Maps.

Ultimo punto pratico: nome, indirizzo e telefono devono essere identici sul profilo, sul sito e sulle schede dei portali. Se sui portali sei scritto in tre modi diversi, non hai un nome, ne hai tre, ognuno con poca forza.

Se questa settimana puoi fare una cosa sola e non vuoi spendere niente, fai il profilo Google. Il resto di questa pagina ha senso dopo, non prima.

Perché il dominio deve essere tuo

Nei risultati di ricerca, sopra il titolo della pagina, Google mostra il nome del sito. Nella sua documentazione scrive che quel nome può essere mostrato a livello di dominio e di sottodominio, non per le sottodirectory. La pagina della tua struttura dentro un portale è una sottodirectory del portale: il nome che compare accanto a quel risultato non è il tuo, è quello del portale. Il nome della tua struttura come nome di un sito può averlo solo un dominio tuo. Il ragionamento completo, con i virgolettati di Google, sta in cerchi il tuo B&B e il primo risultato è Booking.

Questo è anche il motivo per cui i siti gratuiti dei portali funzionano bene per chi te li regala. Il sitemap di beb.it, gruppo bed-and-breakfast.it, dichiara 19.873 indirizzi, e 8.779 sono siti di strutture clienti ospitati in sottocartella sullo stesso dominio, nella forma beb.it/nomestruttura/it/ (rilevato il 30 agosto 2026). Non è un difetto nascosto, è il modello: ogni cliente aggiunge pagine e visite al dominio di chi lo ospita.

Anche i limiti degli altri piani gratuiti sono scritti in chiaro. BnBQuick offre un piano senza canone, ma i siti gratuiti stanno su bnbquick.com/site/ seguito dal nome della struttura, quindi senza dominio personalizzato, e il piano trattiene il 5% sui pagamenti online oltre alle commissioni del provider. Lestis costa 49,99 euro l'anno fino a due unità e include un sottodominio gratuito: il dominio proprio si paga a parte.

Nel nostro prezzo il dominio .it o .com è compreso ed è intestato a te, non a noi. Se un giorno cambi fornitore, il dominio resta tuo e te lo porti dove vuoi.

Le recensioni, e cosa puoi chiedere dal 7 aprile 2026

Le recensioni sono l'unica parte della tua reputazione che scrivono gli altri, e pesano su chi ti ha già trovato. Non si comprano, e da quest'anno non è più solo una questione di regolamenti delle piattaforme.

Il Capo IV della legge 11 marzo 2026 n. 34 si intitola Lotta alle false recensioni e riguarda espressamente le strutture del settore turistico situate in Italia. È in vigore dal 7 aprile 2026 e fissa quattro condizioni cumulative: la recensione deve essere rilasciata entro trenta giorni dal soggiorno, da chi ha effettivamente e personalmente usato il servizio, deve rispondere alla tipologia della struttura, e non deve essere frutto di sconti, benefici o altra utilità promessi. Dopo due anni dalla pubblicazione non è più lecita, per mancanza di attualità.

Due precisazioni che cambiano cosa puoi fare adesso. La prima: la legge non si applica alle recensioni già pubblicate il 7 aprile 2026, lo dice l'articolo 22, quindi non c'è nessuna pulizia dell'archivio da fare. La seconda: chiedere una recensione è lecito, prometterle uno sconto in cambio no. Il testo articolo per articolo sta in recensioni online, cosa è cambiato.

In pratica significa una sola abitudine: chiedere la recensione entro il mese dal soggiorno, sempre, senza incentivi. Non costa niente e non richiede nessun intervento sul sito.

I contenuti locali, cioè le pagine che nessuno scrive al posto tuo

Sulle ricerche generiche il primo blocco è dei portali, e c'è un motivo strutturale. Nella pagina dei risultati di sito web per agriturismo, rilevata il 30 agosto 2026, escono agriturismo.it, agriturismi.it e agriturismo.net: Google legge quella domanda come trova un agriturismo, non come fatti fare un sito. Lo stesso meccanismo vale per le ricerche dei viaggiatori: chi ha migliaia di pagine sul tema e anni di citazioni vince la domanda generica, e non sei tu.

I suggerimenti di Google lo confermano dal lato opposto. Il prefisso sito per hotel si completa con sito per prenotare hotel, sito per hotel economici, sito per hotel last minute: sono viaggiatori che cercano dove dormire, non strutture che cercano un fornitore. Le ricerche che puoi vincere sono quelle più strette, dove la risposta giusta è una sola e sei tu ad averla.

Sono pagine che fanno poche visite ciascuna e si sommano. Ecco cosa scrivere per prime, in ordine di utilità reale:

  • Come si arriva davvero: dalla stazione, dall'uscita dell'autostrada, dal porto, con i minuti veri e non quelli del navigatore.
  • Dove si parcheggia, quanto costa, e se il posto è dentro la struttura o in strada.
  • Cosa c'è entro venti minuti, con giorni e orari di apertura verificati, non un elenco di nomi.
  • Le date degli eventi della zona, aggiornate ogni anno, con quello che serve saperne per prenotare in tempo.
  • Quale camera è adatta a chi viaggia con un cane, con un bambino piccolo, con la bici.
  • Il periodo giusto per venire, mese per mese, dicendo anche quando non conviene.
  • Le domande che ti fanno al telefono, scritte con le parole con cui te le fanno.

C'è anche una pagina che ti serve comunque, per obbligo e non per traffico: quella dove esporre il CIN. Come e dove va messo sta in il CIN sul sito della struttura.

Cosa è cambiato con la Panoramica AI

La prima risposta che il lettore vede non è più un link: è un riassunto scritto dall'AI che cita da cinque a otto fonti. Nelle 13 ricerche che abbiamo catturato il 30 agosto 2026 compariva in 13 casi su 13, sempre sopra o subito sotto gli annunci. È un dato sulle ricerche del nostro settore, non su tutto Google.

L'effetto sui clic è misurato: sulle ricerche con Panoramica AI il tasso di clic organico medio è sceso dall'1,41% allo 0,64% anno su anno, mentre sulle ricerche analoghe senza Panoramica è cresciuto. Tradotto: la stessa posizione vale meno di prima, e contare sul solo clic da posizione 1 è ottimistico.

Cosa se ne fa una struttura. Le pagine che l'AI cita sono quelle che rispondono in modo ordinato a una domanda precisa: un titolo che è la domanda, la risposta nelle prime righe, i dettagli sotto. Vale anche per il blocco Le persone hanno chiesto anche, presente in 13 ricerche su 13: se sul tuo sito c'è una pagina che risponde a quella domanda con parole tue, hai una possibilità di comparire.

Detto onestamente: nessuno può garantirti di finire fra le fonti citate, ed è un sistema che Google cambia senza preavviso. Chi ti vende la presenza nella Panoramica AI ti sta vendendo una cosa che non controlla, esattamente come chi ti vende la prima posizione.

Quanto costa mettere insieme le quattro cose

Due voci su quattro sono gratuite e costano tempo: il profilo Google e le recensioni. I contenuti locali costano il tuo tempo di scrittura. L'unica voce con un prezzo è il sito, e il nostro è pubblico: 99,99 euro IVA inclusa il primo anno, 159,99 euro IVA inclusa per i primi due anni, 199,99 euro IVA inclusa per i primi tre. Dal periodo successivo il rinnovo è di 149 euro l'anno. Nessun costo di attivazione, online in 24-48 ore.

Dentro ci sono il dominio .it o .com intestato a te, l'hosting, il certificato SSL, la SEO tecnica, il pulsante WhatsApp e il modulo contatti. Fuori restano il motore di prenotazione, il channel manager e la sincronizzazione dei calendari con le OTA: non li facciamo, e più avanti c'è la sezione che spiega per chi questo è un problema.

Il confronto utile non è con chi costa di più, è con le voci che paghi comunque. Un'agenzia italiana che pubblica il listino, MisterSito, indica per un sito B&B costi ricorrenti di 80-200 euro l'anno di hosting, 10-20 di dominio e 200-600 di manutenzione, cioè 290-820 euro l'anno di solo mantenimento (rilevato il 30 agosto 2026).

Una cosa la diciamo per intero, perché tanto si verifica in due minuti: sul rinnovo non siamo i più economici del mercato. SitoFelice chiede 129 euro l'anno di rinnovo dopo 499 euro di creazione, SitiDiHotel 180 euro l'anno dopo 1.500 euro il primo anno. Il nostro vantaggio sta sul primo anno e su cosa è compreso, non sul prezzo perpetuo. Il conto completo su tre anni, con agenzie, freelance e pacchetti a confronto, sta in quanto costa un sito web per un B&B.

VoceNel nostro prezzoQuanto costa a parte
Dominio .it o .com intestato a teIncluso10-20 € l'anno
HostingIncluso80-200 € l'anno
ManutenzioneInclusa200-600 € l'anno
Certificato SSL e SEO tecnicaInclusiNon indicati separatamente nei listini rilevati
Primo anno, tutto compreso99,99 € IVA inclusa250-1.500 € di ingresso nei pacchetti
Dal periodo successivo149 € l'anno129-180 € di rinnovo

Se hai già deciso e vuoi solo il sito online, il percorso è configura il tuo sito: scegli il nome del dominio, ci mandi foto e testi, la struttura è online in 24-48 ore.

Per chi questo servizio non va bene

Questi sono i casi in cui la risposta giusta non siamo noi. Conviene leggerli prima di comprare, non dopo.

In più di un caso la conclusione è che non ti serve comprare niente: ti serve tempo su quello che hai già.

  • Vuoi che l'ospite prenoti e paghi sul sito. Non forniamo motore di prenotazione, channel manager né sincronizzazione dei calendari con le OTA. Se il tuo problema è questo, cerca un fornitore che lo faccia.
  • Gestisci appartamenti senza nessuno sul posto e conti sul profilo Google. Il profilo dell'attività non è previsto per i singoli proprietari sulla propria casa fisica, e un sito non risolve quel requisito.
  • Ti aspetti di superare Booking sulle ricerche generiche della località. Non succede con 99,99 euro e non succede nemmeno con i 1.000-3.000 euro di un sito su misura: quelle ricerche le vincono i portali, ed è il motivo per cui il terreno da presidiare è un altro.
  • Hai già un sito che riceve prenotazioni dirette. Rifarlo è la spesa meno utile che puoi fare adesso. Metti quel tempo sul profilo Google e sulle recensioni.
  • Sai mettere in piedi dominio e hosting da solo. Secondo i listini rilevati il 30 agosto 2026 dominio e hosting messi insieme costano 90-220 euro l'anno: sulla fascia bassa spendi meno del nostro rinnovo, e la differenza la metti in tempo tuo. Paghi noi per non pensarci.
  • Vuoi un progetto grafico su misura, quindici pagine, servizio fotografico. È un'altra fascia di spesa: i listini italiani rilevati il 30 agosto 2026 stanno fra 1.000 e 3.000 euro, e per quella cifra è giusto che tu abbia una persona che ti segue.

Domande frequenti

In quanto tempo arrivo primo su Google?

Non lo sappiamo, e non lo sa nessuno. Quello che succede realmente è questo: il sito viene indicizzato in giorni o settimane, la prima ricerca che si vince è quella sul nome della tua struttura, e le ricerche generiche sulla località restano dei portali. Se un fornitore ti garantisce una posizione, ti sta vendendo una cosa che non controlla.

Ho già la scheda Google. Mi serve lo stesso un sito?

La scheda copre chi ti cerca per nome o guarda la mappa, ed è la cosa più importante che hai. Il sito fa due cose che la scheda non fa: ti dà un nome tuo nei risultati, che Google mostra solo a livello di dominio e non per le pagine dentro un portale, e resta tuo se la scheda viene sospesa. Se hai budget per una cosa sola, fai prima la scheda.

Il sito gratis di un portale non basta?

Dipende da cosa ti serve, ma sappi cosa stai comprando. Il sitemap di beb.it dichiara 8.779 siti di strutture clienti ospitati in sottocartella sul suo dominio, e il piano gratuito di BnBQuick non prevede dominio personalizzato e trattiene il 5% sui pagamenti online. In entrambi i casi le pagine che pubblichi costruiscono la posizione del dominio di chi te le ospita, non la tua.

Nel prezzo c'è anche la SEO?

C'è la SEO tecnica: struttura delle pagine, velocità, dati per i motori, sitemap, certificato. Non ci sono la scrittura di contenuti mese per mese, le campagne a pagamento e il lavoro sui link. Le pagine sulla tua zona le sai scrivere solo tu: nessun fornitore può sapere quanti minuti ci vogliono davvero dalla stazione a casa tua.

Posso vendere a un prezzo più basso sul mio sito rispetto a Booking?

Sì. In Italia le clausole di parità tariffaria sono nulle per legge dal 2017, quindi puoi praticare sul tuo sito un prezzo inferiore a quello dei portali. È il margine che il canale diretto ti lascia. Cosa resta vietato e cosa dice il contratto di Booking sta in puoi fare un prezzo più basso sul tuo sito.

Cosa devo fare io dopo che il sito è online?

Tre cose, e sono abitudini, non progetti. Allineare nome, indirizzo e telefono su sito, profilo Google e portali, così che siano identici. Chiedere la recensione a ogni ospite entro trenta giorni dal soggiorno, senza offrire nulla in cambio. Aggiungere ogni tanto una pagina sulla tua zona, partendo dalle domande che ti fanno al telefono.

Il sito della tua struttura, online in 24-48 ore

Dominio intestato a te, hosting e certificato inclusi. 99,99 euro il primo anno, IVA inclusa.