CIN e codice regionale: che differenza c'è e perché in molte regioni servono tutti e due
Prima o poi qualcuno te lo dice: il codice della regione non serve più, adesso c'è il CIN e basta quello. È la frase più ripetuta e più sbagliata di questa materia, e se stai aprendo adesso ti fa saltare il passaggio da cui dipende tutto il resto.
I due codici non sono alternativi: sono due cose diverse, rilasciate da due enti diversi, che nella maggior parte delle regioni convivono. In diversi casi il CIN è costruito sopra il codice regionale, e lo dice il testo della norma.
Qui trovi cosa dice l'articolo 13-ter, chi rilascia cosa, cosa va negli annunci e come si chiama il codice nella tua regione. Le pagine regionali citate sono state aperte una per una il 29 agosto 2026.
La risposta in due righe
Il codice regionale, quasi ovunque abbreviato in CIR, lo rilascia la tua Regione o la tua Provincia dopo la SCIA o la comunicazione al Comune. Il CIN, Codice Identificativo Nazionale, lo assegna il Ministero del Turismo attraverso la Banca Dati Strutture Ricettive (BDSR).
Il CIN non ha cancellato il codice regionale. Lo sostituisce in un ambito preciso, quello degli annunci, e lascia il resto dov'era. Se stai aprendo adesso, in molte regioni il codice regionale è la prima cosa da ottenere, non l'ultima.
Chi rilascia cosa
Il CIN nasce dall'articolo 13-ter del decreto legge 18 ottobre 2023 n. 145, convertito con la legge 15 dicembre 2023 n. 191. Il comma 1 dice che "il Ministero del turismo, salvo quanto previsto dal comma 3, assegna, tramite apposita procedura automatizzata, un codice identificativo nazionale (CIN)" alle unità immobiliari date in locazione per finalità turistiche, a quelle in locazione breve e alle strutture turistico-ricettive alberghiere ed extralberghiere "definite ai sensi delle vigenti normative regionali".
Quell'ultimo inciso spiega perché il livello regionale non sparisce: è la legge regionale a definire che cosa sia un B&B, un affittacamere, una casa vacanze. Non esiste una definizione nazionale uniforme, quindi non esiste un iter unico che parta dal Ministero.
- Codice regionale (CIR): lo rilascia la Regione o la Provincia come esito della pratica di avvio. Nelle attività ricettive si parte con la SCIA allo Sportello Unico per le Attività Produttive; per le locazioni turistiche, in molte regioni, con una comunicazione al Comune.
- CIN: lo assegna il Ministero del Turismo. Si ottiene su bdsr.ministeroturismo.gov.it con SPID o CIE del titolare, oppure con user e password rilasciate dal Ministero ai cittadini stranieri.
Il CIN nasce dal codice regionale: lo dice il comma 2
Questo è il punto che chiude la discussione. Il comma 2 dell'articolo 13-ter, per le regioni e le province autonome che avevano già attivato procedure di attribuzione di codici identificativi, prevede che l'ente territoriale sia "tenuto all'automatica ricodificazione come CIN dei codici identificativi assegnati, aggiungendo ai codici regionali e provinciali un prefisso alfanumerico fornito dal Ministero del turismo", e alla trasmissione dei CIN al Ministero.
Due codici non possono essere alternativi se uno è fatto con dentro l'altro. Regione Lombardia lo scrive nella sua informativa sul CIN: il CIR generato "diventerà codice di interscambio fra le banche dati (regionale e nazionale)". Regione Toscana, sulle locazioni turistiche non imprenditoriali: "ad ogni alloggio viene attribuito un codice identificativo regionale (CIR), presupposto per l'ottenimento del codice identificativo nazionale (CIN)". Regione Lazio: "L'ottenimento del nuovo CIR sarà propedeutico al rilascio da parte della piattaforma nazionale della Banca Dati Strutture Ricettive del Ministero del Turismo del CIN".
Un aggancio in più: il comma 5 subordina la ricodificazione dei codici assegnati dopo l'entrata in applicazione della norma all'attestazione dei dati catastali e, per i locatori, ai requisiti di sicurezza del comma 7. È il motivo per cui, mentre chiedi il CIN, ti ritrovi a dichiarare di avere estintori e rilevatori: ne parliamo in estintori e rilevatori di gas.
Quando invece il CIN si chiede direttamente al Ministero
Il comma 3 descrive i casi in cui il CIN non arriva per ricodificazione automatica ma su istanza telematica del locatore o del titolare, corredata di dichiarazione sostitutiva sui dati catastali. Sono due:
- Lettera a): regioni e province autonome che non hanno disciplinato le procedure di attribuzione di un codice proprio, oppure che hanno una banca dati territoriale ma non hanno attribuito il codice entro il termine di conclusione del procedimento. In questo secondo caso l'istanza va presentata entro dieci giorni dalla scadenza di quel termine.
- Lettera b): omessa ricodificazione dei codici o omessa trasmissione al Ministero da parte della regione. Qui il termine è di sessanta giorni per chi aveva il codice regionale prima della data di effettiva applicazione della norma, e di trenta giorni dall'attribuzione del codice regionale per chi lo ha ottenuto dopo.
Come si fa in pratica dentro BDSR
Per la maggior parte dei gestori, però, il percorso è quello che la Regione Valle d'Aosta descrive passo passo: si entra in BDSR con SPID o CIE, si apre "DETTAGLIO SCHEDA" del proprio alloggio, si completano i campi obbligatori vuoti, si accetta l'informativa privacy e si clicca su "Ottieni CIN". Il record c'è già perché è arrivato dalla banca dati regionale.
Se il pulsante non compare o la scheda non c'è, non sei nel percorso ordinario: guarda la sezione qui sotto sulle strutture che non compaiono in banca dati.
In cosa il CIN sostituisce davvero il codice regionale
Nella comunicazione verso l'esterno, e solo lì. Il comma 6 dice che chi propone o concede in locazione un'unità abitativa per finalità turistiche, o è titolare di una struttura ricettiva, è tenuto "ad esporre il CIN all'esterno dello stabile in cui è collocato l'appartamento o la struttura, assicurando il rispetto di eventuali vincoli urbanistici e paesaggistici, nonché ad indicarlo in ogni annuncio ovunque pubblicato e comunicato". Lo stesso comma mette l'obbligo di indicare il CIN negli annunci anche in capo agli intermediari immobiliari e ai gestori di portali telematici.
"Ogni annuncio ovunque pubblicato e comunicato" comprende anche il sito della tua struttura, non solo la scheda su un portale. Dove metterlo perché sia utile e non brutto lo abbiamo scritto in dove scrivere il CIN sul sito della tua struttura.
Attenzione a non estendere la sostituzione oltre questo perimetro. Il testo nazionale parla di esposizione e di annunci; alcune regioni la descrivono in modo più ampio, come la Lombardia, che comprende anche le attività promozionali. Resta però il comma 10, che dice testualmente: "Le disposizioni di cui al comma 9 non trovano applicazione se lo stesso fatto è sanzionato dalla normativa regionale". Se la tua regione ha un obbligo suo sull'indicazione del codice regionale, quello vale, e la sanzione applicabile è la sua. Leggi la pagina della tua regione prima di togliere il CIR da dove sta.
Come si chiama il codice nella tua regione
Questa tabella contiene solo righe verificate aprendo la pagina ufficiale della regione. Non è un elenco completo delle venti regioni e delle due province autonome, e non lo diventerà copiando da altri siti: un elenco regionale sbagliato, qui, è il tipo di errore che ti fa arrivare una sanzione.
Se la tua regione non c'è, cerca "codice identificativo regionale strutture ricettive" sul sito ufficiale della tua regione, oppure chiedi allo Sportello Unico per le Attività Produttive del tuo Comune.
| Regione | Come si chiama | Chi lo rilascia | Dove si verifica | Verificato il |
|---|---|---|---|---|
| Lombardia | CIR | La Provincia competente, dopo la validazione della SCIA o della comunicazione | Portale Ross1000, dove il codice è visibile; informativa su flussituristici.servizirl.it | 29/08/2026 |
| Lazio | CIR | La Regione, tramite la banca dati regionale delle strutture ricettive | lazioturismo.ross1000.it, pagina "Codice identificativo regionale" su regione.lazio.it | 29/08/2026 |
| Toscana | CIR | Assegnato all'alloggio dopo la comunicazione telematica al SUAP | Portali di auto-registrazione su open.toscana.it/servizi-turismo, portale STAR per la comunicazione | 29/08/2026 |
| Veneto | CIR | La Regione, dopo la validazione della comunicazione o della SCIA (l.r. 11/2013) | Sezione anagrafica del portale Ross1000, pagina turismo su regione.veneto.it | 29/08/2026 |
| Valle d'Aosta | CIR | La Regione | Pagina BDSR - CIN su regione.vda.it, sezione Turismo, commercio e sport | 29/08/2026 |
Se la struttura non compare in banca dati
Capita: entri in BDSR e il tuo alloggio non c'è, oppure c'è ma non risulta associato al tuo codice fiscale. Non si apre una pratica nuova da zero, si usa la funzione di segnalazione di struttura mancante dentro la stessa piattaforma, come indica Regione Lombardia nella sua informativa.
Un dettaglio che fa perdere tempo a molti: in BDSR deve entrare l'effettivo locatore o titolare. Se accede un delegato, il sistema chiede di caricare una delega, e chi è stato incaricato solo dei dati statistici non può accedere. Lo scrive la Regione Valle d'Aosta.
I termini, per chi sta rimettendosi in regola adesso
L'avviso di entrata in esercizio della BDSR è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 3 settembre 2024, e la norma è diventata applicabile dal sessantesimo giorno successivo, quindi dal 2 novembre 2024.
Da lì discendono i due termini che contano. Chi era già in possesso del codice regionale prima del 2 novembre 2024 aveva 60 giorni: data ultima il 1 gennaio 2025, come scrive Regione Lombardia. Chi ottiene il codice regionale dopo il 2 novembre 2024 deve richiedere e iniziare a esporre il CIN entro 30 giorni dall'attribuzione.
Su questa data le pagine ufficiali non sono allineate al giorno. Il Friuli Venezia Giulia scrive "Il codice CIN è obbligatorio dal 1° gennaio 2025", la Valle d'Aosta scrive che l'obbligo di esporlo decorre dal 2 gennaio 2025. Ventiquattro ore di differenza che oggi non cambiano niente: il termine è passato da un pezzo, e chi non ha ancora il CIN è fuori termine in entrambe le letture.
Le altre scadenze, quelle che tornano ogni mese e ogni anno, sono raccolte in scadenze e adempimenti: il calendario mese per mese.
Le tre frasi sbagliate che si leggono più spesso
Le riconosci facilmente, e adesso sai perché non stanno in piedi.
- "Il CIN ha sostituito il CIR, quindi il codice regionale non serve più." Sostituisce il CIR negli annunci. Nell'iter amministrativo, in molte regioni, il codice regionale resta ed è il presupposto per ottenere il CIN.
- "Ho il CIN, quindi sono a posto anche con la Regione." No. Il CIN certifica che sei nella banca dati nazionale, non che la tua SCIA o la tua comunicazione al Comune siano valide, né che tu rispetti i requisiti che la legge regionale chiede alla tua tipologia.
- "Non ho il codice regionale, chiedo direttamente il CIN al Ministero." Funziona solo nei casi del comma 3, cioè quando la regione non ha una procedura propria o non ha assegnato o trasmesso il codice. Non è una scorciatoia a disposizione di chi semplicemente non ha ancora fatto la pratica regionale.
Vedi anche
Domande frequenti
Ho il codice della mia regione da anni. Devo comunque chiedere il CIN?
Sì. L'obbligo riguarda tutte le strutture alberghiere ed extralberghiere e tutte le unità abitative date in locazione turistica o breve, in forma imprenditoriale e non: non c'è una soglia sotto la quale non scatta. Se il tuo codice regionale è stato ricodificato e trasmesso, in BDSR trovi la scheda già pronta e ti resta da completarla.
Il CIN e il codice regionale sono lo stesso numero?
No, ma spesso il primo contiene il secondo: il comma 2 prevede che la regione ricodifichi come CIN i codici già assegnati aggiungendo un prefisso alfanumerico fornito dal Ministero. Non sempre, però: la Valle d'Aosta avvisa che il codice CIR degli alloggi a uso turistico è stato ricodificato su BDSR per esigenze informatiche e quindi non corrisponde a quello assegnato originariamente.
Nell'annuncio su un portale metto il CIN o il codice regionale?
Il CIN. Il comma 6 chiede di indicarlo in ogni annuncio ovunque pubblicato e comunicato, e mette lo stesso obbligo in capo a intermediari e portali. Prima di togliere il codice regionale, però, controlla se la tua regione mantiene un obbligo suo: il comma 10 fa spazio alle sanzioni regionali quando puniscono lo stesso fatto.
Sto aprendo adesso. Da dove comincio?
Dal Comune, non dal Ministero. Prima la SCIA al SUAP se apri un'attività ricettiva, o la comunicazione al Comune se si tratta di una locazione turistica, secondo la legge regionale sul turismo. Dopo la validazione arriva il codice regionale con le credenziali del portale statistico. Solo a quel punto entri in BDSR per il CIN.
Che cosa rischio se non ho il CIN o non lo espongo?
Il comma 9 prevede importi diversi a seconda di cosa manca, ed è un errore diffuso riassumerli in un unico intervallo. Le quattro fattispecie sono elencate in Dove scrivere il CIN sul sito della tua struttura. Il comma 11 precisa che a controllare e sanzionare è il Comune tramite la polizia locale, e che i proventi restano al Comune.
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