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Sito web per affitti brevi: cosa serve quando l'annuncio ce l'hai già

Team SitoVeloce·30 agosto 2026· 13 min

Un sito per affitti brevi serve a due cose che l'annuncio sul portale non fa: darti un indirizzo che nessuno può sospendere e un canale su cui, quando la prenotazione arriva, non paghi commissione. Da noi costa 99,99 euro IVA inclusa il primo anno, poi 149 euro l'anno, con il dominio intestato a te e il sito online in 24-48 ore.

Questa pagina è scritta per chi gestisce uno, due o tre appartamenti, non per chi ha un albergo. È una distinzione che conta anche nelle parole: le agenzie scrivono "strutture ricettive", chi affitta scrive "appartamenti", e i due mondi non hanno gli stessi problemi. Tu non hai una reception, hai un key box.

Qui sotto trovi cosa finisce davvero sul sito di chi affitta appartamenti, quanto costa da noi e quanto costa dagli altri con i listini pubblici rilevati il 30 agosto 2026, e una sezione su quando questo prodotto non è quello giusto. Se stai cercando un calendario sincronizzato con Airbnb e Booking, la risposta è nella sezione dedicata e non è sì.

La risposta corta, prima di tutto il resto

Il sito non sostituisce i portali e non porta traffico da solo. Chi lo compra aspettandosi che le prenotazioni arrivino perché il sito esiste resta deluso. Sta accanto ad Airbnb e Booking e lavora su un pubblico diverso: chi ha già visto il tuo annuncio e ti cerca per nome, chi è stato da te l'anno scorso, chi ha avuto il tuo numero da un amico, chi vuole capire se dietro l'annuncio c'è una persona reale prima di mandare la caparra.

Con il piano annuale ottieni il dominio .it o .com intestato a te, l'hosting, il certificato SSL, la SEO tecnica, il pulsante WhatsApp e il modulo contatti. Nessun costo di attivazione, sito online in 24-48 ore.

Quello che non ottieni, detto subito perché sugli affitti brevi è la prima domanda che fanno tutti: niente motore di prenotazione, niente channel manager, niente sincronizzazione dei calendari con le OTA. Il modulo raccoglie richieste, non incassa e non blocca date.

Il prezzo è pubblico e non c'è un preventivo da aspettare: 99,99 euro IVA inclusa il primo anno, 149 euro l'anno dal secondo.

Il 15,5% di Airbnb, e perché il canale diretto interessa adesso

Airbnb sta spostando gli host al costo del servizio singolo: un unico 15,5% a carico tuo al posto della vecchia divisione fra host e ospite. Per chi ospita nello Spazio economico europeo o in Svizzera la data entro cui rivedere i prezzi è il 13 ottobre 2026.

Il passaggio in sé non ti toglie niente, se correggi le tariffe. Toglie qualcosa a chi lascia il prezzo dov'era, perché da quel momento la percentuale viene dedotta dal prezzo impostato prima. Cambiano anche due cose che si vedono tutti i giorni: il prezzo esposto diventa il tuo, quindi ogni ritocco compare a schermo, e la percentuale è tutta a carico tuo, quindi si legge intera in ogni riepilogo. Il conto per esteso, con l'esempio ufficiale di Airbnb rifatto con l'IVA italiana e con le date, è in Airbnb passa al 15,5%: cosa fare.

Da qui nasce l'interesse per un canale senza commissione, e qui serve non raccontarsela: il sito non sposta il grosso delle prenotazioni. Sposta gli ospiti di ritorno, i soggiorni lunghi e i gruppi che ti scrivono direttamente, e su quelli la percentuale non la paghi. Quanto pesa oggi ogni prenotazione intermediata l'abbiamo calcolato in quanto ti resta di una prenotazione da 100 euro.

Cosa ti costano oggi i portali

Prima di decidere se ti serve un sito, guarda quanto stai gia' pagando in commissioni.

Calcolatore

Quanto ti costano i portali in un anno

E quanto vale spostare una parte di quelle prenotazioni sul tuo sito.

Le ipotesi che questo conto fa
  • Il fatturato da mettere e solo quello che passa dai portali, non il totale della struttura.
  • La percentuale non e precompilata di proposito: e contrattuale e cambia da struttura a struttura. 15% di base, fino al 18% con Partner Preferiti, 23% con Preferiti Plus, fino al 30% con Visibility Booster (AGCM 31126 del 12 marzo 2024).
  • Per Airbnb, con il costo singolo la maggior parte degli host paga il 15,5% (pagina Airbnb sui costi del servizio).
  • Il risparmio e lordo: una prenotazione diretta ti costa comunque qualcosa in tempo, incasso e assistenza.
  • Gli anni di sito ripagati sono calcolati sul rinnovo pieno di 149 euro, non sul primo anno a 99,99.
euro

Somma di quello che incassi tramite Booking, Airbnb e gli altri in dodici mesi.

%

Quella scritta nel tuo contratto. Se usi piu portali, fai la media pesata.

%

Facoltativo. Sii prudente: chi ci riesce parla di ospiti di ritorno e passaparola, non di meta del fatturato.

Servono il fatturato che passa dai portali e la tua percentuale di commissione. La percentuale esatta e scritta nel tuo contratto, nell'Extranet: non la indoviniamo noi.

Cosa ci mette sopra chi affitta appartamenti

Il sito di un appartamento non assomiglia a quello di un hotel. Non ha una storia di famiglia da raccontare né una carta dei servizi. Ha una funzione pratica e va scritto come tale.

Nella pratica, queste sono le pagine che finiscono per essere usate.

  • Le istruzioni che oggi riscrivi in chat a ogni ospite. Come si arriva, dove si parcheggia davvero, come funziona il key box, a che ora si può entrare, la rete wifi, il numero di chi chiamare se salta la corrente. Una pagina da mandare con un link, invece di riscriverla ogni volta.
  • Il CIN. Va indicato in ogni annuncio ovunque pubblicato e comunicato, e una pagina che mostra prezzi, disponibilità o un modulo di richiesta è un annuncio.
  • Il nome con cui ti cercano dopo. Chi ha dormito da te ricorda "la casa con il terrazzo in via Tal dei Tali", non l'indirizzo dell'annuncio. Se quel nome non porta da nessuna parte, la prenotazione ripassa dal portale e la commissione la paghi di nuovo.
  • Il prezzo diretto, quando decidi di farlo. In Italia le clausole di parità tariffaria sono nulle per legge, quindi puoi esporre sul tuo sito un prezzo più basso di quello dei portali: il perimetro esatto, e cosa resta comunque vietato dal contratto con il portale, è in puoi fare un prezzo più basso sul tuo sito.
  • Un contatto a cui rispondi. Il pulsante WhatsApp e il modulo contatti sono inclusi: la richiesta arriva dove la leggi.
  • Le foto nel tuo ordine. Senza i tagli, le proporzioni e la sequenza decisi dal portale, e senza il confronto affiancato con altri sei appartamenti della stessa via.

La pagina delle istruzioni serve subito: un link da mandare all'ospite al posto delle stesse risposte riscritte in chat.

Quanto costa da noi e quanto costa dagli altri

Il nostro listino è questo, senza asterischi. Accanto, i listini pubblici dei fornitori che una persona con due appartamenti incontra cercando in rete, rilevati il 30 agosto 2026. Sono i prezzi che loro stessi pubblicano, non stime nostre. Una riga da tenere presente nel confronto: i nostri prezzi sono IVA inclusa, alcuni degli altri no.

FornitorePrezzo dichiaratoCosa comprendeRilevato
SitoVeloce, piano annuale99,99 euro IVA inclusa il primo anno, poi 149 euro l'annoDominio .it o .com intestato a te, hosting, SSL, SEO tecnica, WhatsApp, modulo contatti30 agosto 2026
SitoVeloce, piano biennale159,99 euro IVA inclusa per i primi due anni, poi 149 euro l'annoStesso pacchetto30 agosto 2026
SitoVeloce, piano triennale199,99 euro IVA inclusa per i primi tre anni, poi 149 euro l'annoStesso pacchetto30 agosto 2026
Lestis, rivenduto in Italia da isegretideglihost.it49,99 euro l'anno fino a 2 unità, più 14,99 euro l'anno per ogni unità in piùMotore di prenotazione con Stripe e PayPal, sincronizzazione iCal con Airbnb e Booking, 42 lingue, sottodominio gratuito. Il dominio proprio si paga a parte30 agosto 2026
beb.it, gruppo bed-and-breakfast.it12,99 euro + IVA al mese nel piano 12 mesi prepagato, cioè 155 euro + IVA l'anno, circa 189 euro IVA inclusaSito, hosting, dominio .it, booking engine e multilingua, nessuna commissione sulle prenotazioni30 agosto 2026
siticasevacanza.it299, 599 o 999 euro una tantum secondo il pacchettoSito per casa vacanze, pagamento unico dichiarato in pagina30 agosto 2026
OneMinuteSite, servizio Sito Prontoa partire da 420 euro + IVASito chiavi in mano realizzato dal loro team, con prova gratuita di 30 giorni sulla piattaforma30 agosto 2026

Come si legge quella tabella, senza far finta

Non siamo i più economici e non abbiamo interesse a farlo credere. Lestis costa 49,99 euro l'anno fino a due unità e include il motore di prenotazione e la sincronizzazione iCal con Airbnb e Booking, che noi non facciamo. Se la sincronizzazione dei calendari è la cosa che ti serve, quello è il prodotto giusto e questa pagina ti ha già dato la risposta.

La differenza sta in una riga: il loro piano include un sottodominio, cioè un indirizzo che sta dentro il loro dominio, e il dominio tuo si paga a parte. Nel nostro caso il dominio .it o .com è compreso ed è intestato a te. È la stessa differenza che vale contro il gratuito: BnBQuick ha un piano senza canone ma trattiene il 5% sui pagamenti online e non supporta domini personalizzati, quindi il sito vive su bnbquick.com.

Sul fronte opposto, beb.it si presenta come sito gratuito, ma il piano più conveniente costa 155 euro + IVA l'anno, cioè circa 189 euro IVA inclusa contro i nostri 149. Va detto per intero: nel loro pacchetto c'è anche un booking engine, che noi non diamo. E i pacchetti una tantum come i 299, 599 o 999 euro di siticasevacanza.it o i 420 euro + IVA di OneMinuteSite hanno una logica diversa: paghi una volta, poi il mantenimento è affar tuo.

Il confronto esteso, con anche le agenzie e i freelance che quotano da 1.000 euro in su e il conto su tre anni, sta in quanto costa un sito web per un B&B. Quella pagina serve a farsi un'idea del mercato, questa a capire se il prodotto è adatto a un appartamento.

Un sito solo o uno per ogni appartamento

Con due o tre unità la domanda arriva subito, ed è la più concreta di tutte perché cambia quanto paghi. Nella maggior parte dei casi conviene un sito unico con una pagina per ogni appartamento: concentri tutto su un dominio, chi cerca il nome di una delle case trova la pagina giusta, e paghi un canone solo invece di tre.

Domini separati hanno senso in due casi. Il primo: le unità sono in città diverse e non hanno niente in comune, quindi tenerle insieme confonde chi arriva. Il secondo: hai già un nome commerciale legato a una casa specifica, stampato su biglietti o cartelli, e cambiarlo costerebbe più del canone in più. Fuori da questi due casi stai duplicando una spesa fissa senza guadagnarci nulla.

Una cosa che non riguarda il sito ma riguarda te, e che vale la pena sapere prima di prendere il terzo appartamento: dal periodo d'imposta 2026 il regime fiscale delle locazioni brevi vale per non più di due appartamenti per ciascun periodo d'imposta, mentre fino al 31 dicembre 2025 erano quattro. Oltre la soglia l'attività si presume svolta in forma imprenditoriale. Molti articoli in rete riportano ancora il numero vecchio: la norma, con i riferimenti, è in quanti appartamenti puoi affittare senza partita IVA.

Il CIN sul sito, e dove finisce il discorso normativo

Il CIN non riguarda solo le schede di Airbnb e Booking. La norma non ragiona per canali: chiede che il codice sia esposto all'esterno dello stabile e indicato in ogni annuncio ovunque pubblicato e comunicato. Una pagina che mostra prezzi, disponibilità o un modulo per chiedere un preventivo è un annuncio, e il fatto che stia su un dominio tuo non cambia niente.

Dove metterlo pagina per pagina, come scriverlo per esteso e quali sono le quattro sanzioni previste, che sono diverse fra loro e vengono quasi sempre riassunte in un unico intervallo sbagliato, è spiegato in dove scrivere il CIN sul sito della tua struttura. Se ti serve capire se il tuo codice regionale è la stessa cosa del CIN, la risposta è no e sta in CIN e codice regionale.

Il resto degli adempimenti, Alloggiati Web, tassa di soggiorno, rilevazione ISTAT, non passa dal sito. Cambia però il testo di una pagina o due: se la tassa di soggiorno si paga in contanti all'arrivo, scriverlo prima evita la discussione sul pianerottolo con le valigie in mano.

Qui il tema è il sito, non la burocrazia. Le guide su queste materie stanno da un'altra parte e citano le fonti, così se una regola cambia si vede da dove viene il dato.

Per chi questo prodotto non va bene

Un elenco di limiti serve più di un elenco di funzioni, perché evita l'acquisto sbagliato e la richiesta di rimborso che arriva dopo. Questi sono i casi in cui non siamo la scelta giusta.

  • Vuoi il calendario sincronizzato con Airbnb e Booking. Non lo facciamo, e non è previsto in nessuno dei tre piani. Lestis lo include a 49,99 euro l'anno fino a due unità, e fra gli annunci Google di questo settore compare Smoobu a partire da 28 euro al mese.
  • Vuoi incassare la prenotazione o la caparra online. Il modulo contatti raccoglie richieste, non prende pagamenti. Se l'incasso automatico è il requisito, ti serve un motore di prenotazione, che è un altro prodotto.
  • Gestisci dieci o più unità per conto di proprietari terzi. A quel volume il problema non è il sito, è il gestionale: calendari, rendiconti ai proprietari, pulizie, chiavi. Un sito vetrina non ti toglie nessuno di quei problemi.
  • Cerchi gratis. È una scelta legittima e sul prezzo zero non competiamo. Vale però la pena leggere cosa comprende: il gratuito di BnBQuick trattiene il 5% sui pagamenti online e ti lascia su un indirizzo dentro il loro dominio.
  • Non rispondi ai messaggi entro qualche ora. Un sito senza motore di prenotazione trasforma una richiesta in una prenotazione solo se qualcuno risponde. Se l'unica finestra in cui leggi WhatsApp è la domenica sera, il canale diretto non funzionerà, e non sarà colpa del sito.
  • Vuoi un progetto su misura, con grafica disegnata da zero e integrazioni. A 99,99 euro il primo anno non c'è un art director. C'è un impianto già pronto che riempiamo con i tuoi testi e le tue foto: è il motivo per cui costa questo ed è online in due giorni.

Come si fa, e in quanto tempo sei online

Il percorso è corto di proposito. Scegli il piano da configura il tuo sito, ci mandi foto, testi e i dati della struttura, e il sito è online in 24-48 ore. Nessun costo di attivazione, nessun colloquio preliminare, nessun preventivo da attendere.

Il dominio .it o .com è intestato a te, non a noi. È la parte che conta di più il giorno in cui decidi di andare altrove: te lo porti via, con le email e con il posizionamento accumulato. Un sottodominio dentro la piattaforma di qualcun altro, invece, resta dove sta.

Se non hai ancora deciso se ti serve, la prova più semplice la fai adesso: cerca su Google il nome del tuo appartamento e guarda cosa esce per primo. Nella maggior parte dei casi è la scheda di un portale, cioè una pagina in cui accanto a te compaiono altri alloggi della stessa zona. Perché succede e cosa cambia avere un dominio proprio è in cerchi il tuo B&B su Google e trovi prima Booking.

Piano annuale 99,99 euro IVA inclusa il primo anno, biennale 159,99 per due anni, triennale 199,99 per tre anni. Poi 149 euro l'anno in tutti e tre i casi.

Domande frequenti

Ho un solo appartamento, ha senso spendere 99,99 euro?

Il conto si fa in un minuto. Con una commissione del 15,5% servono circa 645 euro di soggiorni spostati sul canale diretto per coprire i 99,99 euro del primo anno. Se hai già ospiti che tornano o persone che ti scrivono dopo aver visto l'annuncio, ci arrivi con due prenotazioni. Se affitti poche settimane l'anno e sempre e solo tramite portale, è una spesa che rientra lentamente: meglio saperlo prima.

Il sito prende le prenotazioni con calendario e pagamento online?

No. Nessuno dei tre piani include motore di prenotazione, channel manager o sincronizzazione dei calendari con le OTA. L'ospite ti scrive su WhatsApp o dal modulo contatti, e la prenotazione la confermi tu. Se ti serve l'incasso automatico e il calendario sincronizzato, sul mercato ci sono prodotti che lo fanno: Lestis lo include a 49,99 euro l'anno fino a due unità, rilevato il 30 agosto 2026.

Posso mettere sul mio sito un prezzo più basso di quello su Booking?

Sì. In Italia le clausole di parità tariffaria sono nulle per legge dal 2017, quindi il patto che te lo vieterebbe non ha effetto. Restano in piedi altre regole del contratto con il portale, per esempio il divieto di mettere link e recapiti dentro la scheda della struttura: sono due piani diversi e vengono confusi spesso. La distinzione precisa è in puoi fare un prezzo più basso sul tuo sito.

Il dominio è mio o vostro?

Tuo. Il dominio .it o .com viene registrato e intestato a te ed è compreso nel prezzo. Se un giorno decidi di cambiare fornitore, te lo porti via insieme alle email. È la differenza principale rispetto alle formule con sottodominio incluso, dove l'indirizzo resta dentro il dominio di chi ti fornisce il servizio.

Devo scrivere il CIN sul sito?

Se il tuo sito mostra prezzi, disponibilità o un modulo per chiedere un preventivo, sì: la norma chiede che il codice sia indicato in ogni annuncio ovunque pubblicato e comunicato, e quella pagina è un annuncio anche se sta su un dominio tuo. Dove metterlo esattamente e come scriverlo è in dove scrivere il CIN sul sito della tua struttura.

Perché il primo anno costa 99,99 e dal secondo 149?

Perché 99,99 euro è il prezzo di ingresso del primo anno, non il prezzo perpetuo, e preferiamo scriverlo qui invece di lasciarlo scoprire al rinnovo. Dal secondo anno sono 149 euro l'anno, che coprono dominio, hosting, certificato SSL e assistenza. I piani biennale a 159,99 per due anni e triennale a 199,99 per tre anni servono a spostare più avanti quel passaggio: dopo, il rinnovo è 149 euro l'anno in tutti e tre i casi.

Il sito della tua struttura, online in 24-48 ore

Dominio intestato a te, hosting e certificato inclusi. 99,99 euro il primo anno, IVA inclusa.