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Sito web multilingua per una struttura ricettiva: quando serve e quando no

Team SitoVeloce·30 agosto 2026· 13 min

La risposta breve è che la maggior parte delle strutture piccole non ha bisogno di un sito in tre lingue, e diverse non hanno bisogno nemmeno dell'inglese. Il motivo è che il sito quasi mai è il posto dove un ospite straniero ti scopre: ti trova su un portale, su una mappa, nel consiglio di qualcuno, e il tuo sito lo apre dopo, per controllare due o tre cose.

Questo non vuol dire che una seconda lingua sia sempre inutile. Vuol dire che la decisione non si prende leggendo un articolo di un fornitore, si prende guardando quanti ospiti dall'estero hai avuto negli ultimi dodici mesi e da dove arrivavano. Quel dato lo stai già producendo per obbligo, ogni mese, e quasi nessuno lo riapre prima di chiedere un preventivo.

Qui trovi dove leggerlo senza andare a pescare dati che andavano cancellati, in quali casi l'inglese ripaga il lavoro che costa, in quali è tempo buttato, quale lingua guardare per prima e quanto la fanno pagare i fornitori che la vendono, con i listini pubblici rilevati il 30 agosto 2026.

Perché uno straniero prenota anche se il tuo sito è in italiano

Il percorso di un ospite straniero parte quasi sempre altrove. Ti vede su un portale, dove la scheda gliela mostrano tradotta senza che tu abbia fatto niente, oppure ti trova su una mappa mentre cerca dove dormire in quella zona. Il tuo sito arriva dopo, come verifica: esisti davvero, le foto sono le stesse, dove sei di preciso, quanto costa, come si entra.

Buona parte di quello che sta cercando in quel momento non ha bisogno di essere tradotto. Prezzi, orari, distanze, indirizzo e numero di telefono sono numeri, e i numeri si leggono in qualsiasi lingua. Per il resto, Chrome e Safari propongono da soli la traduzione della pagina.

C'è però una cosa vera dentro la domanda: chi cerca nella propria lingua, e non sa che esisti, non ti cerca per nome. Ma una versione inglese del tuo sito non ti mette automaticamente davanti a quelle persone. Su quelle ricerche la prima pagina è occupata da portali, catene e software internazionali, ed è una gara diversa da quella che puoi giocare in italiano nel tuo comune.

Il motivo per cui il sito conta resta un altro, e vale in tutte le lingue: sul portale ogni prenotazione lascia una commissione, sul tuo sito no. Quanto resta davvero di una prenotazione è spiegato in Quanto resta di una prenotazione da 100 euro.

Il conto delle lingue lo stai già mandando ogni mese

Ogni mese invii la rilevazione sul movimento dei clienti al portale statistico della tua regione. Ti chiede arrivi e presenze e da dove vengono le persone, distinguendo di norma fra chi risiede in Italia e chi risiede all'estero, come spiegato in La rilevazione sul movimento dei clienti. È lì che sta il conto che ti serve, già fatto da te, mese per mese.

Una precisazione che conta, perché manda molti a cercare nel posto sbagliato: Alloggiati Web non è un archivio da cui ricavare le provenienze dell'anno scorso. I dati trasmessi vanno cancellati appena ottieni la ricevuta, ed è la ricevuta che si conserva, come spiegato in Alloggiati Web: entro quante ore comunichi gli ospiti. Per la nazionalità degli ospiti passati, guarda altrove.

Ecco dove guardare e cosa contare, in ordine di affidabilità.

  • Gli invii della rilevazione mensile. Ti danno il rapporto fra residenti in Italia e residenti all'estero, mese per mese, senza stime. Dodici mesi interi, non solo l'alta stagione.
  • Il tuo portale statistico regionale. I campi cambiano da regione a regione: alcuni chiedono anche il paese di residenza, e in quel caso il dettaglio che ti serve è già dentro i tuoi invii.
  • L'extranet dei portali. Ti dice da quali paesi arrivano le prenotazioni, ed è il modo più rapido per capire se le provenienze sono una o venti.
  • La posta e WhatsApp. In che lingua ti scrivono quelli che non passano dal portale. Se in un anno hai ricevuto tre messaggi in inglese, la domanda che pensavi di avere non c'è.
  • La concentrazione nel tempo. Ospiti dall'estero tutti in due settimane di agosto e ospiti distribuiti su otto mesi sono due situazioni diverse, anche a parità di numero.

Quando una seconda lingua è tempo e soldi buttati

Le versioni tradotte non sono un lavoro che finisce il giorno della pubblicazione. Sono un secondo sito che invecchia insieme al primo, e che invecchia peggio, perché è quello che ti dimentichi di correggere.

Questi sono i casi in cui la seconda lingua non restituisce niente.

  • Il sito parla inglese e tu no. Un ospite scrive in inglese, riceve una risposta in italiano e capisce subito come andrà anche il check-in. Il problema si è spostato di una pagina, non si è risolto.
  • La traduzione è automatica e non la rilegge nessuno. Le frasi che una macchina sbaglia più spesso sono proprio quelle che contano: cauzione, orari, cosa è incluso, regole della casa.
  • Traduci solo la home. Modulo contatti, regole, pagina di conferma e informativa privacy restano in italiano, e l'ospite se ne accorge alla seconda pagina.
  • Gli ospiti dall'estero sono pochi e sparsi. Se arrivano da otto paesi diversi in un anno, non stai scegliendo una lingua: ne stai scegliendo otto, e non ne farai nessuna bene.
  • La versione in più serve a sembrare più professionali. Costa come le altre e non la verifica nessuno.
  • Non hai deciso chi la aggiorna. Cambi un prezzo o un orario e devi ricordarti di due posti. Il secondo resta sbagliato per mesi.

Quando invece paga

Il segnale più concreto non è la posizione della struttura, è la posta in arrivo. Se ogni settimana ricevi messaggi in una lingua straniera da persone che non passano dal portale, la domanda esiste già e la stai gestendo a mano. Lì una pagina scritta bene ti fa risparmiare tempo tutte le settimane.

Il secondo segnale è la concentrazione. Se gli ospiti dall'estero arrivano quasi tutti dallo stesso paese, hai una lingua sola da fare, e non è detto che sia l'inglese.

Il terzo è la distanza. Chi arriva in auto da poche ore di strada viene da un paese solo, e quella lingua la usa per cercare, per scrivere e per leggere le recensioni. Chi arriva in aereo arriva da paesi diversi, e una lingua sola non li copre comunque: lì l'inglese vale come ripiego, non come ritratto fedele del tuo pubblico.

Il quarto è la complessità del soggiorno. Se hai una navetta, un accesso con key box, un parcheggio da spiegare o una cauzione, tutte le cose che generano telefonate meritano una pagina chiara. Sul key box e sulle sue regole c'è Self check-in e key box.

Quale lingua guardare per prima

Questa tabella è una regola pratica per partire, non una statistica. Va incrociata con i tuoi invii: se i tuoi numeri dicono il contrario, hanno ragione i tuoi numeri.

Cosa dicono i tuoi datiLingua da fare per primaPerché
Ospiti dall'estero rari e sparsi su molti paesiNessunaCostruiresti pagine da aggiornare per un pubblico che non c'è
Ospiti dall'estero presenti, provenienze sparseInglese, e una solaÈ la lingua di ripiego che quasi tutti usano per scrivere a un italiano
Un solo paese confinante domina il conteggioLa sua, prima dell'ingleseChi arriva in auto da poche ore cerca e prenota nella propria lingua
Città con aeroporto internazionale, soggiorni breviIngleseProvenienze diverse e sosta corta: contano indirizzo, orari e come si entra
Ti scrivono già in inglese ogni settimanaInglese, ma prima le risposteSe la casella resta in italiano hai tradotto la vetrina e non il servizio
Zona rurale con clientela quasi tutta italianaNessuna, prima foto e indicazioni stradaliIl problema è farsi trovare e farsi raggiungere, non la lingua

Gli obblighi di lingua riguardano i cartelli, non il sito

Vale la pena chiarirlo, perché ogni tanto qualcuno vende la versione inglese come un obbligo di legge. Gli obblighi sulle lingue che si incontrano nel settore riguardano l'esposizione dei prezzi nei locali, non il sito web.

In Lombardia, per esempio, la legge regionale 1 ottobre 2015 n. 27 chiede all'articolo 38, comma 4, che i prezzi massimi praticati siano esposti in modo ben visibile nei locali di ricevimento del pubblico, e al comma 5 che le tariffe e i prezzi esposti siano redatti, oltre che in lingua italiana, almeno in due lingue straniere. È un cartello, non una pagina. Il quadro completo degli obblighi lombardi è in Aprire un B&B in Lombardia.

Le regole cambiano da regione a regione, quindi il posto dove verificare resta la legge regionale tua. Se un fornitore ti dice che il sito va tradotto per legge, chiedigli l'articolo.

Quanto la fanno pagare gli altri

Nel settore quasi nessuno pubblica il prezzo di una lingua in più, perché quasi nessuno pubblica prezzi. Slope scrive che il prezzo è determinato dalle necessità del cliente e rimanda al preventivo (slope.it/prezzi), e Amenitiz elenca i suoi piani come preventivo personalizzato (amenitiz.com/it/prezzi). Blastness, Ericsoft, Passepartout, Nozio e MyComp seguono la stessa impostazione.

Chi il numero lo scrive è raro, e per questo è utile leggerlo. Listini pubblici rilevati il 30 agosto 2026.

FornitoreCosa costa il sitoCosa costa la lingua in più
SitiDiHotel (ObjectWeb)1.500 € il primo anno, 180 €/anno di rinnovo350 € per ogni lingua, più 300 € per l'integrazione del sistema di prenotazione
beb.it (Studio Scivoletto)12 mesi prepagati 155 € + IVA, circa 189 € IVA inclusaMultilingua dichiarato dentro l'abbonamento, senza una voce separata a listino
Lestis, rivenduto da isegretideglihost.it49,99 €/anno fino a 2 unità, 14,99 € per ogni unità in più42 lingue dichiarate, ma il piano include un sottodominio: il dominio tuo si paga a parte
Agenzia su misura1.000-3.000 € una tantum secondo i listini pubblici di agenzie italianeDentro il progetto, prezzo non pubblicato
SitoVeloce99,99 € IVA inclusa il primo anno, poi 149 €/annoNon la vendiamo: traduzioni e versioni in altre lingue non sono incluse

La via di mezzo che di solito basta: una pagina, non un sito

Fra il sito solo in italiano e il sito interamente tradotto c'è una terza strada: una pagina sola in inglese, con le informazioni pratiche. Cambia poche volte l'anno, quindi non si degrada, e copre quasi tutto quello che uno straniero apre il tuo sito per controllare.

Il lato tecnico, in due righe: due lingue vere vogliono indirizzi separati per ogni versione e un modo per dire al motore di ricerca quale mostrare a chi. Non è complicato, ma è lavoro che qualcuno deve fare e poi mantenere, ed è uno dei motivi per cui una pagina sola regge meglio di mezzo sito tradotto.

Se scegli la pagina singola, queste sono le cose che vale la pena metterci.

  • Indirizzo esatto e un collegamento alla mappa, non solo il nome della via
  • Come si arriva da stazione, aeroporto o uscita autostradale, con i minuti reali
  • Orari di check-in e check-out, e cosa succede a chi arriva fuori orario
  • Cosa è incluso nel prezzo e cosa si paga a parte, imposta di soggiorno compresa, tema su cui è utile cosa fare se l'ospite non la paga
  • Come si prenota e a chi si scrive, con il numero WhatsApp in chiaro
  • Le regole che generano discussioni: animali, ospiti in più, fumo, cancellazione

Per chi SitoVeloce non va bene

Il nostro prodotto è un sito in una lingua sola: dominio .it o .com intestato a te, hosting, certificato SSL, SEO tecnica, pulsante WhatsApp e modulo contatti, online in 24-48 ore, senza costi di attivazione. Traduzioni e versioni in altre lingue non sono incluse, ed è scritto alla voce cosa non è incluso della pagina prezzo.

Queste sono le situazioni in cui conviene comprare da qualcun altro.

  • Ti serve davvero un sito in due o tre lingue con il selettore in alto. Non lo facciamo. I listini della tabella sopra dicono dove si compra e quanto costa.
  • Vuoi che i testi e le traduzioni li scriva il fornitore. I contenuti li mandi tu con un modulo: ti diciamo cosa serve, le parole sulla tua struttura le sai solo tu.
  • Ti serve il motore di prenotazione, il channel manager o la sincronizzazione dei calendari con le OTA. Non sono inclusi. Il sito raccoglie richieste con il modulo contatti e con WhatsApp.
  • Vuoi quindici pagine, un blog e un'identità grafica costruita da zero. Da 1.000 a 3.000 euro da un professionista, secondo i listini pubblici di agenzie italiane, sono spesi bene.
  • Cerchi il gratis. Esiste: beb.it si presenta con sito, hosting e dominio .it gratuiti, e nel loro sitemap 8.779 siti cliente stanno in sottocartella su beb.it. BnBQuick offre un piano gratuito senza dominio personalizzato e trattiene il 5% sui pagamenti online oltre alle commissioni del provider (fonte).

Cosa fare questa settimana, in ordine

Non serve una decisione strategica, servono venti minuti sui dati che hai già mandato.

Se al terzo passaggio la risposta è che l'italiano basta, la questione è chiusa e hai risparmiato i soldi della traduzione. Se invece l'inglese serve, parti da una pagina sola e scrivila tu: è la versione che poi manterrai davvero.

  • Riapri gli invii della rilevazione degli ultimi dodici mesi e guarda il rapporto fra residenti in Italia e residenti all'estero, mese per mese.
  • Guarda le provenienze nell'extranet dei portali: un paese solo o venti paesi diversi cambiano tutta la decisione.
  • Apri la posta e WhatsApp e conta in che lingua ti hanno scritto quelli arrivati fuori dai portali.
  • Se l'italiano basta, metti online il sito e chiudi la questione. 99,99 euro IVA inclusa il primo anno, 159,99 per due anni, 199,99 per tre, poi 149 euro l'anno, dominio intestato a te e sito online in 24-48 ore: si parte da configura il tuo sito.
  • Se l'inglese serve, scrivi prima la pagina, poi decidi il fornitore. Con il testo già pronto capisci in mezz'ora quanto lavoro è, e non lo compri al buio.

Domande frequenti

Il sito di SitoVeloce si può fare in inglese?

Il sito che facciamo è in una lingua sola, quella in cui ci mandi i testi. Traduzioni e versioni in altre lingue non sono incluse nel listino, ed è scritto nella pagina prezzo alla voce cosa non è incluso. Pagine e sezioni oltre quelle previste si fanno a preventivo, ma la traduzione resta comunque un testo che mandi tu. Se ti serve un sito con il selettore delle lingue, meglio saperlo adesso e comprarlo da chi lo vende.

Se il mio sito è solo in italiano, perdo prenotazioni dagli stranieri?

Dipende da dove ti trovano. Chi arriva da un portale legge la scheda tradotta dal portale e usa il tuo sito per verificare foto, posizione e contatti, cose che si capiscono anche senza la lingua. Chi invece ti cerca in un'altra lingua, senza sapere che esisti, non lo intercetti con una traduzione della home: quella è una gara di posizionamento contro portali, catene e software internazionali, ed è un'altra cosa dal tradurre il sito.

Meglio l'inglese o la lingua del paese da cui arrivano di più?

Se un solo paese domina i tuoi arrivi dall'estero, la sua lingua viene prima dell'inglese, in particolare se è un paese confinante e i tuoi ospiti arrivano in auto. Se invece le provenienze sono sparse su molti paesi, si fa l'inglese e basta uno: due o tre lingue tenute male valgono meno di una tenuta bene.

Basta mettere un traduttore automatico sul sito?

Il browser dell'ospite lo fa già da solo, quindi un widget aggiunge poco. Il problema è che le frasi che una traduzione automatica sbaglia più spesso sono proprio quelle che ti costano: cauzione, orari, cosa è incluso, regole della casa. Se una pagina in inglese la fai, falla rileggere a una persona che l'inglese lo parla.

Quanto costa aggiungere una lingua dagli altri fornitori?

Quasi nessuno pubblica il prezzo. Fra i listini pubblici rilevati il 30 agosto 2026, SitiDiHotel chiede 350 euro per ogni lingua aggiuntiva, su un sito da 1.500 euro il primo anno e 180 euro di rinnovo annuo. beb.it dichiara il multilingua dentro l'abbonamento, che prepagato a 12 mesi costa 155 euro più IVA, circa 189 euro lordi. Lestis dichiara 42 lingue a 49,99 euro l'anno fino a due unità, ma con sottodominio incluso, quindi con il dominio tuo da pagare a parte. Gli altri, da Slope ad Amenitiz, rispondono solo a preventivo.

Se faccio una versione in inglese, il CIN e i dati della struttura vanno anche lì?

Il criterio pratico è che quello che è visibile nella versione italiana deve restare visibile in quella inglese, altrimenti hai due siti che dicono cose diverse sulla stessa struttura, e il secondo è quello che nessuno controlla più. Dove va scritto il codice e in quali punti del sito è spiegato in Dove scrivere il CIN sul sito della tua struttura.

Il sito della tua struttura, online in 24-48 ore

Dominio intestato a te, hosting e certificato inclusi. 99,99 euro il primo anno, IVA inclusa.